Giornata mondiale contro l’omofobia
Facile non esser froci col culo degli altri
0 note, Maggio 18, 2012
Facile non esser froci col culo degli altri
0 note, Maggio 18, 2012
Perché?
Lilith June 5, 2010 - Melati Suryodarmo - butterdance.mov (by lilithstudio)
0 note, Aprile 22, 2012
A casa mia tira sempre vento. Capita perché abito alla fine di una valle stretta e lunga, e dopo casa mia la valle diventa una grande radura, che si immette in una valle più larga che punta verso sud.
A casa mia c’è il vento, e quando stendo in balcone ogni tanto un calzino vola via. Veleggia verso sud attraverso l’altra valle, quella più larga.
Guarda il sole sorgere dietro le colline che diradano in pianura.
Si alza seguendo i venti che sbattono contro le montagne, e poi saltella da un lato all’altro della cresta di quelle montagne più basse, quelle che stanno un po’ più a sud della mia casa.
Osserva i borghi medievali abitati dai vecchi, mentre le colonne di macchine piene di giovani coppie sciamano verso le città vicine. E saltella tra le creste delle montagne.
Plana su città fantasma, dove le figure degli uomini seduti sulle sedie di vimini si confondono con le macerie retrostanti.
Poi salta di nuovo, il calzino, come se stesse giocando alla corda con bambini di tanti anni fa.
Metropoli sconfinate, imperiali e maestose si perdono fino a lambire il mare, accarezzandolo con un buffeto di scherno, come ad avvisarlo del loro arrivo. La storia si srotola sotto il vento tiepido, e il calzino vira ad est.
Onde di guerre dimenticate di recente si infrangono contro le coste, e i vecchi attracchi nei piccoli porti sconosciuti pullulano di contrabbandieri poveri e stanchi. La brezza soffia dal mare verso l’entroterra e le sue colline, ancora abbastanza forte da risollevare il calzino nero che si confonde coi corvi.
Altre piccole montagne, poi un salto di mare non adatto ad ospitare ponti ed altre ingegnerie umane.
L’aria calda di un antico calderone tira verso l’alto. Sotto, distese di grano dorato che si stendo a perdita d’occhio confondendosi con le sterpaglie bruciate.
Dolci planate lo conducono ad altro mare, dove il vento che tirava giù dalla valle che passa sotto casa mia si stanca. Boffonchia e ansima come un vecchio malato, fino a smettere di respirare. Ancora pochi rantoli, e il calzino sprofonda nel blu denso di esotiche speranze.
E scende lento, fluttuando tra le correnti ricolme di opportunità sprecate, fino al fondo.
0 note, Marzo 30, 2012
Va in ospedale per abortire ma poi scopre che l’intervento non c’è stato. Il San Camillo: “Aspettiamo il risultato degli accertamenti, tra 9 mesi”
0 note, Marzo 29, 2012
(Fonte: nickdrake)
È proprio vero: il giorno dopo una sana sbronza il modo migliore per cercare di riprendersi è:
E allora che cazzo ci faccio alle tre e mezza del pomeriggio, in pausa da quello che si prospetta un lunghissimo lunedì di lavoro, seduto ad un ristorante cinese a mangiare una dubbia entrecote di “manzo”, con un’altrettanto dubbio contorno di “verdure” grigliate, sorseggiando una birra? Mi sono forse perso quella riunione in cui si parlava del “vuoi bene a te stesso”?
1 nota, Marzo 26, 2012
Ambientazione: supermercato
Scena 1:
Lei: Ho bisogno del detergente intimo.
Lui: Ah si? E allora detergimi sto cazzo!
Segue fellatio sul banco della pescheria
Scena 2:
Lei: Devo comprare i guanti per lavare i piatti.
Lui: Ah si? E allora agguantami sto cazzo!
Segue rapporto completo nel reparto utensili da giardino.
Scena 3:
Lei: Oh, ecco qui le lamette per depilarmi.
Lui: Ah si? E allora lamettami sto …
FINE
5 note, Marzo 26, 2012
In fondo siamo poco più che macchine sofisticate noi umani. Assemblaggi di tubi, staffe, pompe, mantici che si sincronizzano alla nascita e procedono per mano, finché uno di loro non viene distratto da qualcosa, e si stacca dal meccanismo mandando in folle gli ingranaggi.
Abbiamo leve nascoste e bottoni invisibili che comandano le operazioni chimiche interne. E se non tiri queste leve o schiacci questi bottoni per troppo tempo, finisce che si arrugginiscono, e anche loro smettono di lavorare e di dar vita a quelle operazioni chimiche interne.
E finisce che non riesci neanche più a scoreggiare come Dio comanda.
1 nota, Marzo 23, 2012
Il rock indipendente italiano è puro, è trasandatamente cool, orecchiabilmente ritmato, ed intriso di emozioni che si concretizzano in velate poetiche ammantate di misterose metafore. E a me, quest’insieme di cose qui, fa venire l’herpes all’ano.
1 nota, Marzo 7, 2012
Ho scoperto il segreto più banale, restando sveglio per la luna quasi piena. L’ho rigirato tra le mani, curioso e pieno d’aspettative, come se mai l’avessi visto prima. Ho tossito una goccia di sangue scuro, amaro e catarroso, e poi mi sono ripulito la mano sulla carta di quel segreto. L’ho stropicciato e appallottolato, stringendolo nel pugno ancora appiccicoso, e l’ho lanciato nel nero dietro la luna quasi piena, a giocare a flipper con le stelle, e a tirarle giù, come bestemmie in una chiesa la notte di Natale.
1 nota, Marzo 6, 2012
Secondo ammalamento ufficiale dell’anno. Pare un déjà vu: fase 1 con lieve mal di testa; fase 2 con febbre oltre 39 e leggero mal di gola; fase 3 con deliri di onnipestilenza; fase 4 con lenta convalescenza a scemare verso la realtà.
Ma ci sono tre cose che ho imparato:
0 note, Marzo 6, 2012
Secondo Wikipedia il 29 febbraio è la “Giornata Nazionale delle Malattie Rare”. Se non è questa ironia…
0 note, Febbraio 29, 2012
Inspired by my favourite comedian, Bill Hicks. Acrylic paint/colouring pencils/Photoshop/illustrator. Finished April 2010
Reblogged from hhalfpenny, 57 note, Febbraio 23, 2012